Ricevo e volentieri pubblico:
Cara Luisa,
amministrare una città come Torino non è mai cosa banale, e in questi anni a venire sarà veramente un impegno di notevole difficoltà. È tempo di elezioni e, poiché per scegliere con consapevolezza occorre prima conoscere, voglio ricordare – a te e a tutti – tre eventi di grande importanza per la nostra città, nei quali le ultime amministrazioni hanno giocato un ruolo significativo.
Era il 1998 quando la Fondazione CRT decise la fusione della Cassa di Risparmio di Torino (Banca CRT) al Credito Italiano, dando così origine insieme ad altre banche al «colosso del credito» UNICREDIT. UNICREDIT, di cui oggi la Fondazione CRT è ancora uno dei soci più rilevanti (credo il secondo azionista), stabilì la sua sede operativa a Milano, in piazza Cordusio, sotto la guida dell’Amministratore Delegato Alessandro Profumo. Torino perdeva così il controllo della sua storica Cassa di Risparmio, a beneficio di un nuovo e grande soggetto creditizio con la «testa» saldamente posizionata a Milano. Il sindaco della città era allora Valentino Castellani, professore del Politecnico di Torino, prestato alla politica cittadina sotto la valente regia di Enrico Salza.
Correva l’agosto 2006 quando lo stesso Enrico Salza decise di fondere l’altra grande banca di Torino, il Sanpaolo IMI che presiedeva, con la milanese Banca Intesa; decisione presa con la benedizione della Compagnia di San Paolo, presieduta dall’avv. Franzo Grande Steven. Nel gennaio 2007 nacque così il nuovo soggetto creditizio, denominato Intesa Sanpaolo e saldamente guidato da Corrado Passera, ex Amministratore Delegato di Banca Intesa, la cui testa pensante è tuttora in piazza della Scala a Milano. Torino perdeva così un’altra banca a beneficio della piazza finanziaria Milanese; sindaco della città era Sergio Chiamparino.
Sempre nel corso dell’anno 2006, la Toro Assicurazioni di Torino, una delle più grandi compagnie di assicurazione italiane, venne acquisita dalle Assicurazioni Generali di Trieste, la cui testa pensante è divisa fra Trieste e Milano.
Infine nel giugno 2008 il nuovo Presidente della Compagnia di San Paolo Angelo Benessia, con il favore del sindaco Sergio Chiamparino, decise di non rinnovare l’incarico di Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo ad Enrico Salza, da molti ritenuto responsabile di non aver tutelato a sufficienza le ragioni e gli interessi di Torino: Chiamparino, anche se in ritardo, aveva dunque di fatto riconosciuto che la fusione di San Paolo IMI con Banca Intesa tutto era stata fuorché paritetica.
Cara Luisa, ho voluto ricordare questi tre eventi che hanno turbato il sonno di molti nostri concittadini – ai quali tali scelte hanno modificato sensibilmente la qualità della vita – perché nel momento di scegliere chi dovrà rappresentare gli interessi di Torino per i prossimi cinque anni tutti possano fare tesoro di ciò che è accaduto, consapevoli del fatto che, dalle scelte di coloro che andremo ad eleggere, dipenderà molto della nostra vita lavorativa e del futuro dei nostri figli.
Alfredo Quazzo
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